Daisy a bordo di Savannah!

Siamo a Montalto Dora, nei pressi di Ivrea, in una delle 460 aviosuperfici italiane. Francesco, uno dei piloti di Essenza Volo, sta tenendo una sessione teorica all’aula: dal 1903, anno in cui i fratelli Wright, sulla spiaggia di Kitty Hawk, realizzarono il primo volo a bordo di Flyer, il velivolo a motore oggi considerato il precursore dell’aereo, ripercorriamo la storia e scopriamo i fondamenti dell’aeronautica.

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Innanzitutto, come fa un aereo a volare? Un’ala è paragonabile a una vela: per il suo particolare profilo, con la parte dorsale più lunga rispetto a quella ventrale, viene generata una forza detta portanza. Se immaginiamo che due particelle d’aria partano dallo stesso punto per raggiungere lo stesso punto dall’altra parte e debbano impiegare lo stesso tempo per coprire una diversa distanza, quella sopra dovrà andare più veloce per raggiungere l’altra nello stesso istante. Così facendo viene generata una depressione che attira l’ala verso l’alto, e l’aereo, aggrappandosi all’aria, vola!

Teoria - Essenza Volo

Francesco affronta poi gli aspetti più pratici legati ai comandi di volo primari – alettoni, equilibratori, timone di direzione – e il loro funzionamento lungo gli assi verticale, longitudinale, trasversale; spiega ancora il ruolo dei flap, iperstabilizzatori utilizzati in fase di decollo e atterraggio quando si procede a bassa velocità per aumentare la portanza. In più, qualche curiosità. Avete mai notato i numeri sulle piste degli aeroporti? Questi fanno riferimento all’orientamento magnetico: lo 0 indica il nord, 180 sud, 90 est e 270 ovest. Le piste sono numerate ad ogni estremità, secondo la direzione magnetica verso cui puntano divisa per dieci ed arrotondata all’unità più prossima: la pista di Torino Caselle riporta ad una estremità il numero 36, nell’altra 18, indicando un orientamento nord, da un lato, sud dall’altro.

Comandi - Essenza Volo

In ultima battuta affrontiamo il tema delle condizioni di volo, effettuando alcune simulazioni, gli spazi aerei e la comunicazione in volo. La teoria è appassionante, ma fremiamo all’idea di co-pilotare!

A bordo di Savannah, il biposto sul quale effettueremo il volo, con Eliano, il nostro istruttore, rivediamo la strumentazione di bordo e la carta di volo dell’area che sorvoleremo: bussola, anemometro, che indica la velocità del velivolo, altimetro, variometro, che indica la velocità verticale del velivolo, sbandometro, paragonabile a una livella, e orizzonte artificiale.

Daisy - Essenza Volo

L’adrenalina cresce, chi sale per primo? “Io!”. Mi volto, mia madre. L’accompagnatrice della ciurma, quella che con il suo grande senso pratico mi aveva redarguito: “ma non potevi evitare di coinvolgere tua sorella in questa esperienza? Succedesse qualcosa, almeno mi rimarrebbe una figlia su due!”, è salita sul biposto, e dopo rullaggio e decollo è sparita all’orizzonte lasciando tutti con un palmo di naso. Per poi, dopo il battesimo del volo, correrci incontro con entusiasmo mimando le ali di un aereo. Perché sì, l’esperienza è stata magica: la vista sulle colline e i laghi della zona, con la Val d’Aosta in lontananza; il cuore che finisce in gola per ogni vuoto d’aria (ma ora so che si tratta di zone d’aria con densità diversa), Eliano che lascia il timone e ti invita a pilotare, raccontando di quando ha iniziato a pilotare, più di 30 anni or sono, perché dalle parti di Ivrea non c’erano altri svaghi per i giovani della zona.


I 20 minuti di volo trascorrono in fretta, e all’atterraggio immortalo il momento con un selfie insieme a Eliano.

Eliano - Essenza Volo

Ci tornerò, di certo, con tutta la famiglia. Mia madre ha deciso di pilotare un autogiro.

 

Un Commento

  1. E noi ti aspetteremo Daisy, e ti rivedremo con grande piacere.

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