Oscar 2014: Trionfo made in Italy

“Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking heads e Maradona… Sono quattro campioni nella loro arte che mi hanno insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo”, poche parole ma sentite. Così il regista Paolo Sorrentino ha ringraziato l’Academy Awards per la vittoria de La Grande Bellezza, premiato come miglior film straniero. Certamente non poteva mancare un “grazie” a tutta la famiglia, elencata nome per nome, e alla produzione che ha permesso di riportare in Italia la prestigiosa statuetta. E la grande notte degli Oscar 2014 ha regalato non poche sorprese, a cominciare dalla disfatta di una pellicola superfavorita come American Hustle: su 10 nomination, nessun  premio incassato. Infatti il bottino è andato quasi tutto nelle tasche di Gravity. Anche il film di Alfonso Cuarón partiva con 10 candidature e se ne è aggiudicate ben 6, tra cui la miglior regia, e così il messicano Cuarón risulta il primo latino a vincere l’Oscar in questa categoria.

oscar

Tanti i film drammatici in concorso e quest’anno la giuria ha preferito premiare le storie vere, come quella di Salomon Northup, un nero costretto alla schiavitù nel Sud per dodici anni e protagonista della pellicola 12 Anni Schiavo, vincitore della categoria miglior film. Vedere il regista britannico Steve Mcqueen saltare (letteralmente) sul palco esprime bene la gioia intensa di quei momenti, la stessa che si è vista sul volto di Matthew Mcconaughey quando ha ritirato la statuetta come miglior attore protagonista per la sua interpretazione in Dallas Buyers Club. Ammetto che il suo discorso di ringraziamento è stato un alquanto bizzarro, ma forse è stato meglio così, piuttosto della solita lista di thank you to… Altra sorpresa della serata è stata la vittoria di Jared Leto, co-star di Mcconaughey, nella categoria miglior attor non protagonista. Che dire… è bello, vende milioni di dischi con i Thirty Seconds to Mars, quando recita viene anche premiato con un Oscar. Gli manca solo un Nobel ed è a posto!

attori

Nota dolente, anzi direi amarissima per Leo di Caprio. Ancora una volta rimasto a bocca asciutta nonostante la sua grandiosa performance in The Wolf of Wall Street. Evidentemente gli eccessi di Jordan Belfort messi in bella mostra da Scorsese non devono essere tanto piaciuti alla giuria dell’Academy, e non solo a lei… 5 nomination senza vittoria sono dure da digerire, ma io mi sento di dirti “Provaci ancora Leo!”

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