Ah le vacanze estive… probabilmente per tutti il periodo più bello dell’anno, quello tanto desiderato, tra le ore lente dell’ufficio e il ticchettio sonnacchioso sulla tastiera. C’è chi adora spaparanzarsi al sole e abbandonarsi al fun-cazzeggio, chi decide di intraprendere l’interrail per il senso metafisico del viaggio e chi opta per la meta esotica perché “fa tanto alternativo”!
Quello che però non si mette mai in conto quando si organizza una vacanza, è la possibilità che ci sia un’ospite in più che vi accompagnerà dall’inizio alla fine, lasciandovi ricordi indelebili della sua presenza: l’immancabile e tanto temuta sfiga da viaggio!
In anni e anni di gite ed escursioni vi sarà certamente capitato di incappare nella iella più nera, di quella che non te ne fa andar bene mezza e arriva addirittura a farti rimpiangere la tranquillità della città. Ecco alcuni esempi della più nera delle liste:
- Il febbrone pre-partenza, che arriva giusto giusto la sera prima e ti costringe a portare più medicinali che vestiti, annientando le vostre forze già messe a dura prova da un intero anno lavorativo. Si parte comunque, ma che fatica…
- La reazione a catena: sprecare i primi giorni della vacanza a bivaccare negli aeroporti prima di arrivare a destinazione per scoprire che nel frattempo l’hotel ha dato via la stanza perché la vostra mail sul cambio di programma a quanto pare non è mai arrivata
- La carta smemorata, tornare a casa da un mega safari in Africa e scoprire con orrore che le 1200 foto scattate con la tua favolosa reflex, dotata di zoom e ammennicoli vari, sono sparite perché la SD card si è magicamente azzerata all’ultimo passaggio dei metal detector in aeroporto
- L’infortunio: braccio, gamba o naso fuori uso in seguito a una notte brava di cui avete vaghi ricordi o dopo aver dato dimostrazione della poca dimestichezza con gli sport locali
- Il borseggio da turista, classica situazione da superaffollamento dove le mani leste non mancano di certo mentre la vostra attenzione è ai minimi storici e vi tocca anche fare tappa all’ambasciata per poter rientrare in Italia con documenti posticci
- La maledizione di Montezuma, un classico per i viaggiatori, soprattutto se si fanno scorpacciate di piatti freddi e cubetti di ghiaccio, magari preparati con acqua che proprio di sorgente fresca non è
- La nuvola di Fantozzi, avere brutto tempo per tutta la vacanza forse è la cosa peggiore che possa capitare. A tutto o quasi c’è rimedio, ma contro il tempo è una lotta impari
- La calamità naturale, al pari del maltempo quando madre natura decide di manifestare la sua potenza c’è poco da fare. A chi non è mai successo di ritrovarsi su un’isola tropicale con vento in stile bora di Trieste tanto da non riuscire a fare il bagno senza il rischio di farsi venire una polmonite?
- La puntura aliena, eh sì perché un conto è essere punti da un’ape nostrana, ma quando la bestia ha origini equatoriali e non sai neanche tu cosa ti ha provocato un bubbone mai visto sul braccio, come fai a spiegarti col farmacista autoctono?
- Il beauty scomparso, per prepararlo ci avete messo cura metodica e religiosa meditazione; prima le creme idratanti e i doposole, poi la lista di spray per capelli e infine, infilati con precisione svizzera, tutti i fondamentali del make up. Peccato che mentre aprite il trolley e vi chiedete dov’è si materializza in voi l’immagine di lui, che vi saluta dal tavolo, mentre dimenticate di infilarlo in valigia
- La strada la so io! Capita immancabilmente: che sia un lungo viaggio o una semplice gita fuori porta, spunta sempre tra i presenti il Capitano Nemo della situazione, quello che ignorando navigatori e smartphone, si dimostra espertissimo conoscitore della rotta da seguire. E come da copione, si finisce con l’auto sull’orlo di un torrente oppure si cammina tra salite e sentieri accidentati per tutta la mattina, scoprendo solo all’ora di pranzo di essere esattamente al punto di partenza
Solitamente sfortune come queste provocano reazioni incontrollate che vanno da fenomeni di ilarità al limite dell’isteria (per chi la prende con filosofia) a momenti di depressione infinita, dove lo sconforto sembra avere la meglio. E invece no! Bisogna reagire, in qualche modo, magari con l’aiuto di un buon libro che ci rida sopra.
Noi consigliamo Umorismo zen. AFIORIsmi per sorridere ogni giorno di Fulvio Fiori, Odissee ad alta quota. Avventure incredibili, follie e traversie varie capitate sugli aerei e negli aeroporti di Orth Stephan e Blinda Antje oppure L’estraneo Gentile di Don George, racconti di viaggio in cui i protagonisti vengono tirati fuori dai guai da perfetti sconosciuti. Perché come dice il saggio: L’ironia salverà il mondo.
Ancora, altri interessanti spunti, per trattenere i nervi durante file ed eventi imprevisti li trovate qui.
Per superare le disgrazie bisogna parlarne con qualcuno: dai, raccontateci le vostre piccole odissee di viaggio!










Commenti recenti