Per gli amanti della musica il 2012 può sembrare un anno come tutti gli altri. Peccato che no, non lo è affatto, perché esattamente 60 anni fa nasceva in una fabbrichetta del Tennesee il primo modello di Gibson Les Paul, il re nero delle chitarre elettriche. Vi sembra poco? Beh, non ci crederete, ma quell’asse di mogano ha cambiato la vita di tutti noi: non solo dei chitarristi, ma proprio di tutti-tutti. Parlando per i non musicisti, diciamo che è la Rolls Royce delle chitarre elettriche. Con lei, l’angelico plin plin delle corde si tramutava in un pachidermico RRROOOOAAAARRR di tempesta elettrica. Roba forte.
Dal momento che era (ed è ancora) più costosa di una gioielleria, il Les Paul rimase uno strumento d’alto bordo per parecchi anni. Negli anni Cinquanta si impose il sound della mitica ed economica rivale, la Fender Stratocaster, preferita praticamente da tutti, Buddy Holly o Jimi Hendrix che fossero. Ma, come in tutte le storie, a volte c’è un ma, e in questo caso il ma si chiama Eric Clapton.
Siamo a Londra, nel 1966. Il buon Eric è un ragazzino inglese, bianco, brufoloso e semisconosciuto, che però suona molto bene il blues. E’ in studio con John Mayall (il Bruce Springsteen dell’epoca), a registrare le chitarre per il disco dei Bluesbreaker. Entra in studio con una Gibson Les Paul del 1959. È uno strumento da assoluti fighetti. Lo guardano tutti male, come si guarda uno che va in discoteca col frac. Lui non si scompone, si attacca a un Marshall JTM, alza il volume torcendo al massimo il pomello dorato e in quel momento, con noscialanza, si inventa la musica contemporanea.
Immaginate un mondo di caramelle di zucchero colorato che viene infranto da una Cadillac con le corna di bisonte sul cofano. Ecco, l’impatto è quello. Pare che gli attempati tecnici del suono (all’epoca indossavano ancora i camici bianchi) reagirono con un simpatico colpo apoplettico. Ben presto il Les Paul divenne la chitarra di tutti gli idoli del rock: Jimmy Page dei Led Zeppelin, di Ace Frehley dei Kiss, di Jeff Beck e di Mick Ronson, chitarrista di David Bowie.
Pete Townshend degli Who la elesse a sua preferita, Billy Gibbons degli ZZTop ne usava una delle più belle mai realizzate, Miss Pearly Gates, mentre sarà nelle mani di Slash dei Guns n Roses, che diventerà un’icona anche per le nuove generazioni. Insieme alla Stratocaster ha diviso il mondo in due come guelfi e ghibellini fino all’estinzione dei dinosauri del rock, ma c’è da dire che anche i più incalliti fenderisti le riservano da sempre il rispetto che si deve al proprio miglior nemico.
Al giorno d’oggi viene impiegata – ahimè – per ornare gli Hard Rock Cafè o per dare la forma ai modelli di plastica di Guitar Hero sulla Playstation, ma a ben vedere il Les Paul riesce a strappare comunque qualche wow di ammirazione anche ai fan più accaniti di Lady GaGa (l’ha suonata – suonata? – anche Madonna, per dire). Ora lo sapete. Stasera, quando tornerete a casa, e in macchina la radio passerà un pezzo di Katy Perry o la nuova canzone dei Red Hot Chili Peppers o anche solo il refrain della pubblicità del chinotto, date una carezza all’autoradio e pensate che non sarebbe mai successo senza quell’asse di legno, in quella fabbrichetta in Tennesee, nella lontana primavera del 1962. Mica male, no?






Dio benedica quel vecchio pezzo di mogano in Tennesee!
Buon compleanno grandiosa Les Paul, anche se alla tua nascita eri decisamente diversa da oggi, sembravi una SG bianca con 3 PAF.
la chitarra con il CHITARRA maiuscolo! Lez Poul Rulez!