Il Grammofono sotto l’albero

Con le feste dietro l’angolo, il tempo che stringe e la busta paga che di questi tempi mommola, la tentazione di entrare in un negozio di dischi per rapinare il cesto delle occasioni è difficile da controllare. Per carità, non lo fate, ma se lo fate, che sia con un po’ di stile.

Un disco infatti è come un animale domestico: una volta regalato, bisogna tenerselo. In questi giorni poi, le vetrine sono piene di dubbiosi cd celebrativi, dischi-panettone e raccolte di canzoni tradizionali di Natale abbaiate dalle dive del pop. Fateci molta attenzione: sono un’aspirapolvere per il portafoglio e un regalo potenzialmente pericoloso. Il fortunato destinatario potrebbe infatti costringervi ad ascoltarlo insieme e lì non potreste far altro che constatare di esservelo meritato.

I musicisti stessi lo dicono da anni. Bob Geldof ha chiesto pubblicamente perdono ai fan per aver scritto Do they know it’s Christmas?, nauseato egli stesso dopo il milionesimo ascolto della propria composizione, ed Elvis Costello ha invitato direttamente i fan a non comprare il suo The Return of the Spectacular Spinning Songbook, per via del prezzo non proprio agevole di 212 sterline a cofanetto.

Quindi se avete deciso di regalare un disco per Natale, evitate scrupolosamente gli scivoloni. Prima di tutto, scegliete bene il supporto, ricordandovi che regalare un buono di iTunes è come rifilare un misto-musica-masterizzato. Il cd è il minimo sindacale, anche se i vinili sono la soluzione ideale: vintage, caldi, belli, acusticamente impeccabili e plasticosamente profumati nelle loro buste di cartone. Se però volete stupire con del puro modernariato, provate con una musicassetta: i più giovani vi guarderanno come si guarda un fenicottero.

A quel punto scegliete il titolo, con freddezza. Consiglio: i classici vanno sempre bene, costano poco e sono sempre apprezzati, purché siano scelti con buon gusto. Il cofanetto dei Beatles è senza tempo, ma come regalo è l’equivalente musicale di una cravatta. Molto meglio uno Ziggy Stardust rispetto a un greatest hits. Eat a Peach, Ten, Electric Warriors o Blonde on Blonde funzioneranno tutti benone, ma vista la somiglianza con Babbo Natale gli ZZTop di Rhythmeen sono il massimo.

Tuttavia, se una palla di neve in testa vi facesse concludere che regalare un disco-di-Natale sia una buona idea, ve ne suggeriamo tre che meritano di essere ascoltati (e regalati).

Fresco di stampa è il ritorno di Kate Bush con 50 Words For Snow. Nonostante non tocchi i vertici di un tempo, è l’ennesima prova di classe della cantautrice americana. Questi sette tasselli hanno quel fascino etereo perfetto per serate al caldo mentre lì fuori la neve scende lieve in groppa ai respiri dell’inverno.

Per gli amanti della musica maiuscola, quel geniaccio di John Zorn è appena uscito con un album bellissimo, A dreamer’s Christmas, un disco di Natale che funzionerebbe bene anche a Ferragosto (mentre la Let it Snow! con steel pan e chitarra elettrica starebbe bene come sottofondo durante il taglio della faraona).

Se invece amate la grande musica italiana, forse riuscirete a recuperare in qualche scaffale impolverato Il Silenzio e lo Spirito di Eugenio Finardi: un live amonioso e complesso, affascinante e commovente anche per l’ultimo dei Grinch. È vecchiotto, del 2003, ma dato lo scarso successo commerciale l’effetto sorpresa è garantito.

Infine, una piccola nota locale per i Grouponer milanesi. Al Blue Note suonano gli Angels in Harlem Gospel Choir. Se riuscite a trovare ancora qualche biglietto, sarà uno spettacolo da non perdere. Se vi servono consigli per gli acquisti, lasciateci un commento. Per tutti gli altri ci vediamo nel 2012. E tanti auguri!

Marco e Stefano

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