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Stay hungry, stay foolish

“[...] No one wants to die. Even people who want to go to heaven don’t want to die to get there. And yet death is the destination we all share. No one has ever escaped it. And that is as it should be, because Death is very likely the single best invention of Life. It is Life’s change agent. It clears out the old to make way for the new [...]“*

“[...] Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso, in realtà, per andarci non vogliono morire. Ma la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita. è l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo [...]“*

Steve Jobs ha detto queste parole agli studenti dell’Università di Stanford in un discorso di qualche anno fa. E aveva ragione. Ma oggi che se n’è andato nessuno avrebbe il coraggio di dire che il vecchio è stato spazzato via. Perché ormai siamo abituati ad associare la parola “nuovo” all’uomo che più di tutti ha cambiato le nostre vite tecnologiche. Perché Jobs ha incarnato l’innovazione e il continuo desiderio di anticipare il futuro e renderlo a portata di mano oggi stesso. E perché ci mancherà, proprio ora che abbiamo ancora un disperato bisogno di cambiamenti.

Quello che possiamo fare è prendere ispirazione e tentare di continuare il suo lavoro. Agli studenti di Stanford l’allora CEO di Apple ha detto anche qualcos’altro. Qualcosa che oggi passa alla storia, per la sua semplicità e profondità: Stay hungry, stay foolish. Siate curiosi, siate folli.

Perché la curiosità, la voglia di anticipare il futuro, il desiderio di andare oltre le nostre capacità, la creatività, le idee brillanti e, perché no, un pizzico di follia sono i combustibili che alimentano la storia: occorre solo accendere il motore del cambiamento. Come ha fatto Steve Jobs, appunto.

 

* Parte del discorso pronunciato da Steve Jobs, all’epoca CEO di Apple, all’Università di Stanford, California, il 12 giugno 2005. Per leggere il testo integrale in inglese clicca qui, per la traduzione italiana clicca qui; per vedere il video sottotitolato clicca qui.

Commenti

  • da vittorio vettese
    su 6 ottobre 2011
    a 13:42

    e stato un grande peccato morire così giovane,avrebbe dato ancora molto,riposa in pace ,ciao.

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