Il Grammofono al supermercato

Rilassarsi in palestra, in un hammam sontuoso o drinkeggiando una bibita è piuttosto facile. Mantenere la calma mentre si è in fila alla cassa del supermercato è invece  molto, ma molto, più difficile. Infatti il sabato mattina o la sera dopo una lunga giornata di lavoro, non si è mai abbastanza pronti a fronteggiare la terribile stazione radio di sottofondo, i bambini che strillano e sbattono il seggiolino del carrello e le cassiere sfinite che devono cambiare il rotolo degli scontrini.

Che fare dunque? Muovere guerra al genere umano o tentare l’ascesa verso un’imperturbabilità degna di un monaco tibetano con la giusta playlist?

Il metallo furente è perfetto per l’occasione e ha due effetti. Scaricare la rabbia repressa mantenendo un’espressione dignitosa e incolore oppure spingervi a invitare l’intera fila a darsi una bella mossa, magari picchiettando l’orologio con l’indice e col volto traboccante di rimprovero.

Altre volte invece è tutto diverso e si resta ipnotizzati dalla signora che sfoglia i giornali o rigira perplessa una confezione di chewing gum. L’importante è non lasciarsi andare, resistere alla tentazione di aprire un pacchetto di patatine e iniziare a sgranocchiarle prima di metterle sul rullo della cassa (o prima che il marmocchio lì dietro ve le soffi via).

Se però l’attesa si protrae più del dovuto, il rischio di incartapecorirsi è sempre in agguato. In inverno il tepore del giaccone è un invito ad appisolarsi sul carrello, sempre che non ci si ricordi all’ultimo momento di aver dimenticato le mozzarelle al banco frigo e dover escogitare così ogni possibile soluzione per tornare indietro senza perdere il posto in fila.

Capita anche di entrare solo per prendere del burro e aver scelto incautamente di fare a meno del cestino. E, dopo cinque minuti di coda, ritrovarsi con le dita imburrate non è del tutto improbabile… Capita a tutti, d’altronde, così come capita di incappare nella solita signora  Ho-Solo-Questo-In-Mano che vi supera dopo aver ottenuto il permesso, salvo poi tirarsi dietro un carrello traboccante di cosucce.

Tuttavia perché isolarsi quando si può tranquillamente socializzare con i propri compagni di sventura? I grandi amori spesso sbocciano proprio condividendo le cuffie dell’iPod o grazie a un sacchetto di mele che cade a terra, prontamente raccolto da due mani che si incontrano…

Finalmente, prima o poi arriva il tanto atteso Mio Turno. Canti di giubilo e cherubini incombono sulla scena, i neon si schiantano e cade una polverina di stelle luccicante. La cassiera mostra un largo sorriso e vi chiede Sacchetto? E voi siete lì, protagonisti della scena. Un cono di luce vi illumina tra i volti bigi di chi ancora ha da aspettare e siete pronti per tirare fuori la Tessera Fedeltà. Ma la Tessera Fedeltà ce l’ha la mamma… addio punti sconto!

Abbiamo scelto solo canzoni perché vi auguriamo sempre che le file non durino quanto un cofanetto millennium da 8 cd. Ma non si sa mai: le vie dell’attesa alla cassa sono infinite. E voi come ammazzate il tempo coi vostri lettori mp3?

 

10 canzoni alla cassa di Marco e Stefano

Sergej Prokof’ev – La danza dei cavalieri, nel momento in cui si realizza la situazione
Metallica – Harvester of Sorrow
, per l’espressione dignitosa e incolore.
Pantera – Walk, per il ticchettio sul quadrante con volto rimprovero
Hüsker dü – Pink turns to blue, guardando la signora coi chewing gum
David Bowie – Sons of the silent age, per il pacchetto di patatine
William Elliott Whitmore – Diggin My Grave, per il tepore da giaccone
Bomb The Bass – Butterfingers, per il dilemma del burro sciolto
Nick Cave – Avalanche, per la signora Ho-Solo-Questo-in-mano
Elliott Smith – The White Lady Loves You More, per approcciare gli sconosciuti
System of a Down – ATWA, per Oh no, la tessera!

Nessun Commento

  1. 10+ per ATWA dei System per “oh no, la tessera!”
    anche se io avrei messo Toxicity!

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